Aspetti giuridici

La protezione dei minori e degli adulti

(in vigore dal 1° gennaio 2013)

Con questa revisione di legge si è inteso:

  • favorire l’autodeterminazione, garantendo nel contempo la miglior assistenza possibile (conflitto etico);
  • proteggere le persone incapaci di discernimento (protezione della personalità);
  • rafforzare la solidarietà famigliare (rappresentanza);
  • professionalizzare la protezione dei minori e degli adulti; e
  • ricorrere alla limitazione della libertà e del movimento solo se non vi sono più altre possibilità.

Il ricovero a scopo di assistenza è disciplinato dal Codice civile svizzero (art. 426 cpv. 1 CC):

Condizioni per un ricovero a scopo di assistenza

Con la revisione del diritto tutorio, le condizioni per un ricovero a scopo di assistenza hanno trovato una formulazione un po’ diversa. Ora il Codice civile precisa che “una persona che soffre di una turba psichica o di una disabilità mentale o versa in un grave stato di abbandono può essere ricoverata in un istituto idoneo se le cure o l’assistenza necessarie non possono esserle prestate altrimenti”. Non menziona invece più altre condizioni, quali la minaccia per la propria incolumità o per quella altrui.
Attenzione: nella prassi, il ricovero a scopo di assistenza è disciplinato in termini diversi da un Cantone all’altro, e ciò concerne diversi aspetti, riguardanti i medici autorizzati a decidere un ricovero oppure le scadenze per riverificare, ad es., i casi delle persone che hanno scelto un ricovero volontario ma che, in seguito, sono state trattenute dall’istituzione alla quale si erano rivolte. Sui loro siti internet, i vari servizi cantonali di sanità pubblica mettono a disposizione la relativa documentazione (direttive, formulari).

Un esempio: il Cantone di Zurigo

Esame in vista di un ricovero a scopo di assistenza
Il ricovero a scopo di assistenza in un istituto idoneo può durare al massimo 6 settimane. Se intende prolungare questo limite, l’autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) deve emettere una decisione formale e, a questo scopo, è tenuta a chiedere una perizia medica. Le vie di ricorso non cambiano rispetto alla legislazione in vigore precedentemente; l’opposizione va pertanto presentata, in prima istanza, al pretore.
Permanenza coatta
Nel caso, invece, di una persona che è entrata volontariamente in un istituto, se in seguito occorre una permanenza coatta superiore a 3 giorni, l’APMA o un medico specializzato in psichiatria e psicoterapia deve prendere una decisione formale di ricovero a scopo di assistenza.
Segnalazione di situazioni a rischio
In Svizzera, una situazione a rischio va segnalata per iscritto da una persona fisica o giuridica all’APMA, che può così intervenire. Una situazione a rischio è data quando si teme che una persona, ad es. un bambino bisognoso di cure, potrebbe subire un danno.
Per intervenire, non è necessario che il danno esista già; basta che esso possa essere evitato. Segnalare una situazione a rischio è un passo drastico, che di solito viene compiuto quando tentativi autonomi di risolvere i problemi non hanno avuto successo.
La maggior parte delle segnalazioni provengono da persone che sono vicine a persone a rischio.
Se un curante (ad es. medico, psicologo) intende segnalare un caso senza il consenso del diretto interessato, deve prima rivolgersi alle autorità competenti per ottenere un esonero dal segreto professionale. Solo in questo modo potrà indicare in dettaglio quali sono i rischi che la persona incorre.

Capacità di subire un internamento

È possibile che anche un medico di base sia chiamato a pronunciarsi sull’opportunità di privare una persona della libertà, o più esattamente sulla capacità di questa persona a subire la misura in questione. Si può trattare di un suo paziente oppure di un caso d’emergenza concernente una persona in custodia cautelare o momentaneamente agli arresti.
Secondo Christoph Burz1, per valutare se una persona è in grado di subire un ricovero a scopo di occorre tener conto degli aspetti seguenti:

  • non si tratta di emettere una diagnosi, bensì di ponderare da un lato gli aspetti medici e, dall’altro, il diritto dello Stato a procedere;
  • le odierne condizioni carcerarie hanno un impatto moderato sullo stato di salute della persona condannata;
  • una sentenza passata in giudicato non può e non deve essere invalidata da un certificato medico;
  • il Tribunale federale propugna da anni una prassi restrittiva;
  • il medico deve limitarsi a evidenziare gli esiti dell’anamnesi e a esporli in un linguaggio comprensibile ai profani; occorre inoltre far presente che cosa implica a livello pratico la necessità di seguire una terapia;
  • occorre rinviare ai rischi tenendo conto della capacità di resistenza della persona condannata e delle situazioni di stress che si profilano concretamente all’orizzonte;
  • occorre indicare se e in che modo lo stato di salute della persona condannata possa essere migliorato mediante interventi organizzativi o terapeutici;
  • la tendenza al suicidio non è di per sé un motivo sufficiente per presumere che la persona non sia idonea alla carcerazione.

1Burz C; Psychische Störungen und Hafterstehungsfähigkeit, / Troubles psychiques et aptitude à supporter une détention, in Forum Medico Svizzero, 2007, pp. 146-149

 

Impressum